Privacy PolicyCookie Policy Mercoledì 23 Marzo 2022 – 417ª Seduta pubblica – classicistranieri.org – L'informazione parlamentare

Mercoledì 23 Marzo 2022 – 417ª Seduta pubblica

Mercoledì 23 marzo 2022 alle ore 10:01

417ª Seduta pubblica

L’Assemblea ha approvato il ddl 2166, dichiarazione di monumento nazionale dell’Arco di Traiano di Benevento. Il testo passa alla Camera. Dopo la relazione della sen. Russo (M5S), e l’approvazione degli articoli, hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Laniece (Aut), Giovanna Petrenga (FdI), Marilotti (PD), Alessandrina Lonardo (Misto), DE Siano (FIBP-UDC), Maria Saponara (L-SP) e Danila De Lucia (M5S).

A conclusione delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo, rese dal Presidente del Consiglio, l’Assemblea ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 2 e ha accolto i punti nn.1, 2, 5, 6, 7, 8, 11, 12, 13, 14 e 15 della proposta di risoluzione n. 4 presentata dal Gruppo FdI (v. allegato A del resoconto stenografico). La risoluzione di maggioranza impegna il Governo a rafforzare il ruolo dell’Europa nel quadro multilaterale, proseguendo l’impegno a porsi come attore chiave per una mediazione tra Kiev e Mosca; ad assicurare sostegno al popolo ucraino; ad adoperarsi per un sistema di accoglienza solidale e condiviso; a sostenere l’aspirazione europea dell’Ucraina; a implementare la bussola strategica in materia di difesa; a lavorare per misure europee strutturali in tema di crisi energetica; a rivedere la governance economica della UE, sostenere il prolungamento nel 2023 della clausola di salvaguardia del patto di stabilità, prevedere un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato; a sostenere il processo di adesione dei Balcani occidentali nell’Unione europea.

Sono state invece respinte la proposta n. 3 del sen. Crucioli (Misto) e altri, che chiede in particolare al Governo di astenersi da ogni iniziativa che possa innescare un’escalation del conflitto e a non incrementare la spesa militare, e la proposta n. 1 del sen. Lannutti (Misto) e altri, che chiede al Governo di coinvolgere la BCE per contrastare le speculazioni sul prezzo del gas e di adoperarsi perché i 4 miliardi di maggiori costi sostenuti dalle famiglie italiane siano coperti da contributi europei.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi, nelle comunicazioni, ha sottolineato che il Consiglio europeo si aprirà con un incontro con il Presidente degli Stati Uniti ed è stato preceduto da un vertice Nato e G7 per ribadire unità e determinazione a sostegno dell’Ucraina. L’Italia lavora con la comunità internazionale per la cessazione delle ostilità, ma Mosca non mostra interesse per una tregua – necessaria per i negoziati – tendendo piuttosto a guadagnare terreno dal punto di vista militare. Per questo motivo sono state adottate sanzioni più dure, anche se non va avallata la contrapposizione tra Occidente e Russia come si trattasse di uno scontro di civiltà. Il Consiglio europeo riaffermerà la procedura verso l’adesione alla UE dell’Ucraina, che incontra il pieno sostegno dell’Italia. Lo sforzo diplomatico per la pace deve coinvolgere la Cina: il 1° aprile si terrà un vertice tra UE e Cina; l’Europa si aspetta che Pechino si astenga dal supportare a Mosca. Il prossimo Consiglio europeo discuterà della situazione nei Balcani occidentali per prevenire azioni destabilizzatrici; in particolare occorre che la Bosnia Erzegovina riprenda la strada delle riforme per avvicinarsi alla UE. Quanto al flusso di profughi generato dal conflitto, l’Italia appoggia la proposta della Commissione per dare esecuzione alla direttiva sulla protezione temporanea, che prevede lo stanziamento di 3 miliardi per gli Stati coinvolti nell’accoglienza; il Governo italiano, con un decreto-legge, ha già stanziato 428 milioni per l’accoglienza. Sul versante della crisi energetica, il prezzo dell’energia in Italia è in linea con i Paesi europei. Il Governo è intervenuto con la riduzione delle accise, fondi per pesca, agricoltura e autotrasporto, estensione del bonus sociale a cinque milioni di famiglie, rateizzazione delle bollette e crediti di imposta per le imprese, ampliamento dei poteri dell’autorità dell’energia e del garante dei prezzi, rifinanziamento della cassa integrazione. Il pacchetto di misure di 4 miliardi sarà finanziato con la tassazione dei profitti in eccesso. Occorre una gestione europea del mercato energetico, con un approccio condiviso all’acquisto e allo stoccaggio; è necessario separare il prezzo dell’energia da quello del gas e rafforzare il ruolo della sponda sud del Mediterraneo: il Governo italiano lavora per obiettivi ambiziosi e immediatamente operativi. Il conflitto in Ucraina ha avuto ricadute anche sui prezzi alimentari; occorre aumentare le superfici agricole coltivabili e diversificare le importazioni in vista di una maggiore autonomia alimentare. Una priorità è l’aumento della produzione europea di microchip; il Governo ha stanziato 4 miliardi per l’industria e la ricerca su semiconduttori. Il Consiglio europeo di domani è chiamato ad approvare la bussola strategica, che prevede l’istituzione di una forza di schieramento rapido di 5000 unità, investimenti nell’intelligence e nella cybersicurezza; il Governo intende rafforzare l’industria della difesa e renderla più integrata a livello europeo.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Monti (Misto), Pittella, Vattuone, Stefano (Pd), Emma Bonino (Misto), Aimi, Saccone, Gasparri (FIBP-UDC), Bianca Granato (Misto), Cioffi, Girotto, Marco Pellegrini (M5S), Fantetti (Misto), Simone Bossi, Candiani (L-SP), Laura Garavini (IV-PSI), Isabella Rauti (FdI), Laforgia (Misto-LeU). In replica il Presidente del Consiglio ha affermato che la risposta europea alla crisi attuale prevede la sospensione generalizzata di molte regole (sul bilancio e sugli aiuti di Stato) e che queste regole, insieme alla politica agricola, andranno profondamente riviste. Per affrontare la transizione energetica e costruire una difesa comune occorrono, infatti, cospicui investimenti pubblici che non possono essere nazionali. Sulla difesa comune, l’aspetto più complesso è il coordinamento all’interno della UE e con la Nato, ma il conflitto in Ucraina ha evidenziato che è possibile una politica estera comune ed è importante che l’aumento degli stanziamenti per la difesa avvenga in ambito europeo. Il mercato energetico europeo andrebbe regolato diversamente, ma su questo punto ci sono forti divisioni fra gli Stati e le società energetiche nordeuropee e gli altri Paesi. L’Italia si sta muovendo sul versante della diversificazione energetica e al Consiglio di domani si parlerà anche di coordinamento negli acquisti di gas liquido; non vi è il rischio di passare da una dipendenza ad un’altra, si punterà ad una pluralità di fornitori.

Il Governo ha espresso parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 2 di maggioranza e su molti punti della proposta di risoluzione n. 4 del sen. Ciriani (FdI) e altri. Ha espresso parere contrario sulle proposte n. 1 del sen. Lannutti (Misto) e altri e n. 3 del sen. Crucioli (Misto) e altri.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole alla proposta di maggioranza i sen. Julia Unterberger (Aut), Faraone (IV-PSI), Simona Malpezzi (PD); la sen. Loredana De Petris (Misto-LeU) ha posto l’accento sul ruolo negoziatore dell’Europa per la cessazione del conflitto, sulla necessità di una politica estera comune quale fondamento di una difesa europea, sulla fissazione di un tetto al prezzo dell’energia e sugli investimenti relativi alle rinnovabili; la sen. Craxi (FIBP) ha invocato fermezza e, rispetto al vertice con la Cina, ha auspicato che la UE pretenda chiarezza da Pechino. Il sen. Romeo (L-SP) ha posto l’accento su una politica espansiva di sostegno alle economie, che non può riguardare solo le imprese strategiche; ha quindi sottolineato la miopia politica dell’Europa in tema di energia e di agricoltura. La sen. Castellone (M5S) ha posto l’accento sul cessate il fuoco, sulla strutturazione dell’accoglienza e il superamento del regolamento di Dublino, sugli strumenti di contrasto alle speculazioni, sulla priorità degli investimenti sociali rispetto a quelli militari.

Il sen. Ciriani (FdI) ha ribadito pieno sostegno al progetto di difesa europea e al sostegno all’Ucraina; ha ricordato che l’Italia paga un prezzo più alto per le sanzioni, e ha sollecitato un fondo europeo di compensazione; ha poi giudicato deludente il decreto energia del Governo e ha auspicato un nuovo recovery plan per aiutare le imprese e una revisione del PNRR.

I sen. Crucioli e Lannutti (Misto) hanno dichiarato contrarietà all’aumento della spesa militare e all’invio di armamenti che alimentano il conflitto e hanno accusato il Presidente del Consiglio di essere troppo sensibile agli ordini impartiti dalla Nato e di sacrificare gli interessi nazionali. Anche la sen. Nugnes (Misto) ha sottolineato che l’invio di armamenti in Ucraina impedisce all’Europa di svolgere un ruolo di mediazione. Il sen. Paragone (Misto) ha evidenziato che le sanzioni contro la Russia, inutili ai fini della cessazione del conflitto, colpiscono duramente l’economia nazionale e che la difesa europea rappresenta una cessione ulteriore di sovranità.

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