Privacy PolicyCookie Policy Mercoledì 30 Marzo 2022 – 420ª Seduta pubblica – classicistranieri.org – L'informazione parlamentare

Mercoledì 30 Marzo 2022 – 420ª Seduta pubblica

Mercoledì 30 marzo 2022 alle ore 09:30

420ª Seduta pubblica

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 7 aprile: oggi sarà concluso il decreto-legge sulla peste suina; dalle ore 18 si svolgerà la discussione generale del decreto-legge sulla crisi in Ucraina, il cui esame proseguirà domani. Giovedì alle ore 15 si svolgerà il question time. La prossima settimana sono previsti: il ddl sul mandato dei sindaci, ratifiche di accordi internazionali, ddl dalla sede redigente, il ddl delega per il sostegno alle famiglie, ove concluso.

L’Assemblea ha approvato, con modifiche, il ddl 2533, conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA). Il testo passa alla Camera.

I relatori, sen. Caterina Biti (PD) e Bergesio (L-SP), hanno riferito sul lavoro svolto dalle Commissioni sanità e agricoltura che, con alcuni emendamenti, hanno rafforzato i poteri del commissario straordinario e hanno stanziato 10 milioni di euro per rendere immediatamente operativo il decreto. La sen. Biti (PD) ha ricordato che la PSA è una malattia virale, non trasmissibile all’uomo, altamente contagiosa, che ha colpito i cinghiali nelle Regioni Piemonte e Liguria e ha evidenziato che, al di là delle differenti sensibilità politiche, le Commissioni hanno convenuto sulle modifiche da apportare. Il sen. Bergesio (L-SP) ha posto l’accento sulla necessità di modificare la legge del 1992 sulla fauna selvatica per contenere i danni all’agricoltura.

L’articolo 1 prevede l’adozione di piani regionali relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della PSA, definisce le procedure e le competenze per l’attuazione dei piani, comprese le attività relative agli animali abbattuti, e demanda ad un decreto ministeriale la definizione dei parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti. Il comma 4, in considerazione dei gravi rischi di diffusione della peste suina africana, esclude che i piani siano sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di incidenza ambientale; resta fermo il rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di valutazione ambientale. L’articolo 2 prevede la nomina di un commissario straordinario con compiti di coordinamento, monitoraggio, verifica della regolarità dell’abbattimento e distruzione degli animali infetti e delle procedure di disinfezione. In caso di mancata adozione dei piani regionali, il commissario, con decreto del Presidente del Consiglio, può provvedere in via sostitutiva. La Regione Sardegna, che ha già intrapreso con successo un percorso specifico di eradicazione della PSA, è esclusa dall’ambito di applicazione dell’articolo 2.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Vallardi, Michelina Lunesu, Zuliani, Sonia Fregolent, Maria Cristina Cantù (L-SP); La Pietra, De Carlo (FdI); Berutti (Misto), Paola Binetti, De Bonis (FIBP-UDC); Paola Boldrini (PD); Crucioli, Virginia La Mura (Misto); Patty L’Abbate, Gisella Naturale (M5S). All’articolo 1 del decreto-legge sono stati approvati gli emendamenti delle Commissioni 1.5 (testo 2), 1.14 (testo 3), 1.33 (testo 2), 1.35, 1.41 (testo 2), 1.27 (testo 3), 1.78 (testo 2), 1.2000, 1.3000, e l’emendamento 1.60 (testo 2) delle sen. Pirro e Naturale (M5S). All’articolo 2 sono stati accolti gli emendamenti delle Commissioni: 2.1 (testo 2), 2.4 (testo 3), 2.100, 2.31 (testo 2), 2.200 (v. allegato A del resoconto stenografico).

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole la sen. Parente (IV-PSI), il sen. Taricco (PD) il quale ha invocato ulteriori interventi segnalando la presenza di un numero eccessivo di cinghiali selvatici sul territorio; la sen. De Petris (Misto-LeU) ha sottolineato che le epidemie virali sono conseguenza delle aggressioni agli ecosistemi e dei metodi di allevamento intensivo, ha quindi auspicato incentivi per migliorare gli allevamenti e interventi di controllo che abbiano basi scientifiche. La sen. Caligiuri (FIBP) ha posto l’accento sulle perdite dell’export, il sen. Bruzzone (L-SP) ha ricordato di aver sollecitato più volte la modifica della legge n. 157 sulla protezione della fauna selvatica. La sen. Pirro (M5S) ha affermato che l’emergenza non può essere un pretesto per modificare la legge sull’attività venatoria.

Il sen. Zaffini (FdI), nella dichiarazione di astensione, ha apprezzato il metodo seguito e il lavoro parlamentare, ma ha indicato alcuni nodi irrisolti in ordine alla tempestività delle misure e al coordinamento delle Regioni. Il sen. Crucioli (Misto) ha annunciato voto contrario, ritenendo che le misure previste dal decreto siano eccessive e squilibrate.

Nel corso della seduta, l’Assemblea ha ricordato la figura di Maria Romana De Gasperi, con gli interventi dei sen. Paroli (FIBP-UDC), Zanda (PD), Annamaria Parente (IV-PSI), De Bertoldi (FdI), Quagliarello (Misto), Elena Testor (L-SP).

L’Assemblea ha avviato l’esame del ddl 2562, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, recante disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina, già approvato dalla Camera dei deputati.

La sen. Pinotti (PD) ha riferito che la Commissione non ha potuto concludere l’esame. Il testo è quindi discusso senza relazione.

Il decreto, nel quale è confluito anche il contenuto del decreto legge n. 16, regola diverse questioni, in particolare: la partecipazione di personale militare italiano a dispositivi della Nato (articolo 1); la cessione di materiali d’armamento alle forze armate ucraine (articolo 2); la semplificazione delle procedure per gli interventi di cooperazione in favore dell’Ucraina (articolo 3); misure per la funzionalità e la sicurezza degli uffici e del personale all’estero (articolo 4); il potenziamento dell’Unità di crisi della Farnesina (articolo 5); misure preventive per la sicurezza del sistema nazionale del gas naturale (articolo 5-bis); misure a favore di imprese italiane che esportano o operano in Ucraina, Russia o Bielorussia (articolo 5-ter); misure per l’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina (articolo 5-quater); norme di sostegno a studenti, ricercatori e docenti di nazionalità ucraina (articolo 5-quinquies). L’articolo 1, comma 1, prevede l’autorizzazione, fino al 30 settembre, della partecipazione di personale italiano alla Forza ad elevata prontezza della Nato (VJTF). Si tratta di una brigata multinazionale, distribuita tra Polonia, Romania e Paesi baltici, capace di entrare in azione in 48 ore, e guidata a rotazione da un Paese alleato. Il contingente italiano autorizzato ha una consistenza massima di 1.350 unità, con 77 mezzi terrestri, 21 mezzi navali e 5 mezzi aerei. La spesa complessiva ammonta a 86,13 milioni di euro. Il comma 2 dispone la prosecuzione, per l’anno 2022, della partecipazione di personale militare al potenziamento dei dispositivi della NATO già attivi sul fronte est dell’Alleanza. Le missioni in questione sono il dispositivo NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell’area sud-orientale dell’Alleanza; il dispositivo per la sorveglianza navale riguardante il Mar Mediterraneo e il Mar Nero; la presenza della NATO in Lettonia; il dispositivo Air Policing in Romania. La consistenza massima di personale per lo svolgimento delle missioni è pari a 1.970 unità, con un onere di circa 88 milioni di euro. L’articolo 2 preveda la cessione, a titolo gratuito, alle autorità ucraine di mezzi e materiali di equipaggiamento per la protezione individuale e la protezione della popolazione civile (in particolare metal detector per la rilevazione di ordigni esplosivi, elmetti e giubbotti antiproiettile). L’articolo 2-bis autorizza invece, previo atto di indirizzo delle Camere, e fino al 31 dicembre, la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari di carattere anche letale. L’elenco dei mezzi da cedere, nonché le modalità per la consegna, sono stabiliti con decreti del Ministro della difesa di concerto con il Ministro degli affari esteri, i quali riferiscono alle Camere, con cadenza almeno trimestrale, sull’evoluzione della situazione e sull’andamento delle attività di cessione e consegna dei materiali d’armamento. L’articolo 5-bis – che riproduce, con alcune integrazioni, il contenuto dell’articolo 2 del decreto-legge n. 16 – autorizza misure per l’aumento della disponibilità di gas, la riduzione programmata dei consumi e il riempimento degli stoccaggi per il 2022-2023. Fra le disposizioni inserite, c’è anche la previsione che il Ministero della transizione ecologica adotti opportune misure per incentivare l’uso delle fonti rinnovabili. L’articolo 5-quater riguarda l’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina: sono stanziate risorse per 54,16 milioni per incrementare la ricettività dei centri di trattenimento e di accoglienza.

La discussione generale si è incentrata principalmente sull’aumento della spesa militare. I sen. Zanda (PD) e Dal Mas (FIBP) hanno posto l’accento sulla necessità di rafforzare il sistema di sicurezza europeo, ritenendo che, nel nuovo contesto geopolitico, la Nato non basti. Dello stesso avviso il sen. La Russa (FdI), che avrebbe votato a favore del decreto e si è perciò rammaricato dell’imminente posizione di questione di fiducia cui il Governo ricorre a causa del dissenso di M5S. Anche il sen. Errani (Misto-LeU) ritiene che il conflitto in Ucraina segni uno spartiacque ed esiga la costruzione di un nuovo concetto di sicurezza mondiale; la questione della spesa militare, però, non va posta a livello nazionale e non può essere affrontata con un ordine del giorno. Le sen. Nugnes e Granato (Misto) hanno evidenziato che i costi del conflitto ricadono sul popolo europeo e che l’invio di armi avviene in deroga di principi costituzionali e leggi dello Stato. Il sen. Fusco (L-SP), che si è dichiarato contrario alla guerra, ha precisato che l’aumento della spesa militare risale ad una decisione assunta nel vertice Nato del 2014 e non va confusa con una corsa al riarmo; i sen. Vescovi e Lucidi (L-SP) si sono rammaricati del fatto che le trattative per la cessazione del conflitto avvengano con la mediazione della Turchia, anziché con il contributo della diplomazia italiana; il sen. Candura si è dichiarato favorevole all’aumento della spesa militare, osservando che la difesa della pace e dei valori occidentali richiede coerenza e sacrifici. Il sen. Pepe (L-SP) ha affermato che l’unico modo per raggiungere la pace è fermare la Russia; mentre la diplomazia lavora, è quindi doveroso sostenere lo Stato aggredito. I sen. Cioffi e Pellegrini (M5S) si sono dichiarati contrari all’ipotesi di aumentare la spesa militare: nella congiuntura attuale, l’emergenza prioritaria è la crisi energetica, le risorse disponibili vanno destinate al contenimento dell’inflazione nell’interesse dei cittadini. Il sen. Crucioli (Misto) ha contestato la tesi secondo cui la Russia sia in procinto di superare i confini dell’Ucraina, tesi utilizzata per giustificare il riarmo che alimenta l’escalation. La sen. Granato (Misto) ha sottolineato che gli USA non vogliono la pace: l’invio di armi è un atto irresponsabile e l’Europa, contro la volontà e gli interessi dei popoli, si atteggia come un’oligarchia prona a interessi atlantici. Secondo la sen. Fiammetta (FIBP) è sbagliato affermare che il decreto invia armi in Ucraina: il decreto dispone misure a difesa dello spazio atlantico e di uno Stato che è stato aggredito. Anche il sen. Porta (PD) ha affermato che la cessione di apparati di difesa avviene secondo criteri di legalità internazionale. Il sen. Giarrusso (Misto), invece, ha argomentato che l’invio di armamenti è un atto di guerra irresponsabile; Israele e la Turchia, tutelando i propri interessi nazionali, non hanno adottato le misure del Governo italiano. Il sen. Barboni (FIBP) ha auspicato capacità di leadership per affrontare il nuovo contesto geopolitico. Il sen. Ciriani (FdI), criticando le posizioni di M5S, ha sottolineato che il Governo non ha una maggioranza in politica estera in un momento internazionale di grave difficoltà. Il sen. Aimi (FIBP) ha ricordato lo spirito di Pratica di Mare, evidenziando la lungimiranza politica di Silvio Berlusconi.

Il rappresentante del Governo ha affermato che il decreto ribadisce la ferma risposta dell’Europa all’invasione; ha ricordato l’approvazione della bussola strategica nell’ultimo Consiglio europeo e ha difeso gli stanziamenti del decreto per il personale militare. L’industria della difesa vale il 7 per cento del Pil: la spesa militare non va contrapposta alla spesa per il sostegno di famiglie e imprese.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento D’Incà ha posto la questione di fiducia sull’approvazione dell’articolo di conversione del decreto-legge nel testo licenziato dalla Camera. L’esame proseguirà nella seduta di domani.

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