Privacy PolicyCookie Policy Giovedì 19 Maggio 2022 – 435ª Seduta pubblica – classicistranieri.org – L'informazione parlamentare

Giovedì 19 Maggio 2022 – 435ª Seduta pubblica

Giovedì 19 maggio 2022 alle ore 09:02

435ª Seduta pubblica

Il Presidente del Consiglio Draghi ha reso un’informativa sugli ulteriori sviluppi del conflitto fra Russia e Ucraina. Dopo aver dato conto della situazione militare sul terreno (le forze militari russe si sono concentrate nell’area orientale e hanno occupato l’area sudorientale del paese), il Presidente del Consiglio si è soffermato sulle conseguenze umanitarie, alimentari ed energetiche del conflitto. La riduzione della fornitura di cereali dalla Russia e dall’Ucraina e l’aumento dei prezzi hanno effetti disastrosi, in particolare in Africa e in Medio Oriente, dove cresce il rischio di crisi sociali. Nella visita a Washington, l’Italia ha chiesto sostegno ad un’iniziativa condivisa per sbloccare le navi che trasportano grano e sminare i porti dell’Ucraina, minati dall’esercito ucraino. Il Governo italiano fin dall’inizio ha fornito sostegno all’Ucraina, ha accolto profughi e, nel Consiglio europeo di fine luglio, sosterrà l’ingresso dell’Ucraina nella UE. L’ottenimento del cessate fuoco per far ripartire i negoziati è la posizione dell’Italia e dell’Europa. Secondo il Presidente del Consiglio l’apprezzamento per la solidità della posizione italiana, fermamente ancorata nel campo atlantico e nella UE, permette di essere in prima linea, con credibilità, nella ricerca della pace; è essenziale mantenere canali di dialogo per far emergere una situazione negoziale, ma dovrà essere l’Ucraina a decidere quale pace accettare. Secondo il Presidente del Consiglio oggi si può parlare di dialogo perché l’Ucraina si è difesa; il Governo italiano continuerà dunque, attraverso le sanzioni, a mantenere alta la pressione sulla Russia per portarla al tavolo dei negoziati. Le misure restrittive hanno un impatto significativo: si stima che il Pil della Russia calerà dell’8 per cento e l’inflazione raggiungerà il 20 per cento. Oltre ad appoggiare il sesto pacchetto di sanzioni della UE, l’Italia sostiene anche il potenziamento della Nato e la richiesta di ingresso di Finlandia e Svezia; è comunque necessario affiancare alla Nato una difesa europea complementare: di qui la proposta di una conferenza per il coordinamento degli investimenti in sicurezza. Quanto alla diversificazione dei fornitori di gas, l’Italia, che diventerà indipendente dall’importazione di gas dalla Russia nel 2024, ha stretto un accordo con l’Algeria che prevede l’incremento della produzione di gas naturale, come combustibile di transizione, e investimenti per aumentare la produzione di rinnovabili.

Nella discussione, gli interventi più critici sono stati quelli dei sen. Crucioli, Nugnes e Paragone. Il sen. Crucioli (CAL) ha definito contraddittoria e ipocrita l’informativa; al Parlamento è stato impedito di pronunciarsi su obiettivi divergenti, il cessate il fuoco infatti richiede il compromesso oppure può servire a una controffensiva ucraina. Gli interessi angloamericani divergono da quelli europei e se il Presidente del Consiglio non ha la possibilità o il coraggio di tutelare gli interessi nazionali ed europei dovrebbe farsi da parte. Anche la sen. Nugnes (Misto) ha sottolineato che l’obiettivo statunitense di indebolire la Russia e di far cadere Putin è opposto all’interesse mondiale per la pace. Il sen. Paragone (Misto) ha ricordato che la Germania paga il gas russo in rubli; il Governo italiano formalmente non lo fa, ma le imprese italiane, per evitare la chiusura, si sono organizzate diversamente; la recessione è alle porte, senza il pane non c’è pace, il blocco del grano prepara scenari catastrofici. Il sen. Casini (Aut) ha riproposto il tema dello scontro fra democrazia e autoritarismo; il sen. Renzi (IV-PSI) ha invece sollevato interrogativi sul disegno strategico della Nato, sulle conseguenze inattese delle sanzioni (utilizzo della moneta cinese nelle transazioni e indebolimento del sistema finanziario basato sul dollaro), sul prezzo che pagheranno i curdi a seguito degli accordi con la Turchia. Il sen. La Russa (FdI) ha posto l’accento sull’espansionismo russo, ritenendo che Putin intenda riconquistare i territori dell’URSS, ha quindi evidenziato che la maggioranza è divisa, mentre la posizione di Fratelli d’Italia è solidamente atlantica. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha argomentato che, dopo una prima fase di sostegno all’Ucraina per impedirne l’annessione, una trattiva non c’è stata; occorre ora un’iniziativa diplomatica ed è necessario ricalibrare le sanzioni. Secondo la sen. Malpezzi (PD) è giunto il momento del protagonismo europeo per il cessate il fuoco e l’avvio di negoziati. Il sen. Cangini (FIBP-UDC) ha invitato a non piegare la politica estera a questioni interne; ha poi osservato che la Nato non si espande: Svezia e Finlandia chiedono l’ingresso nella Nato perché si sentono minacciate. Il sen. Salvini (L-SP) ha sottolineato che l’interesse dell’Italia e di un’Europa libera e sovrana è porre fine al conflitto; ha quindi suggerito al Presidente del Consiglio: di chiedere un cessate il fuoco di 48 ore proponendo Italia, Francia, Germania e Santa Sede come garanti di negoziati di pace, di chiedere lo sblocco del grano nei porti e di sostenere la candidatura di Odessa quale sede di Expo 2030. La sen. Castellone (M5S) ha sollecitato un confronto parlamentare costante a fronte di una situazione internazionale incerta e mutevole; ha quindi rinnovato la proposta di convocare una conferenza di pace.

L’Assemblea ha approvato, dopo l’esame in sede redigente, il ddl 2317, celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti. Il testo passa alla Camera.

Dopo la relazione della sen. De Lucia (M5S), e la votazione degli articoli, hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Laniece (Aut), Angrisani (CAL), Nencini (IV-PSI), Calandrini (FdI), Errani (Misto-Leu), Pittella (Pd), Dalmas (FIBP-UDC), Saponara (L-SP) e De Lucia (M5S), i quali hanno rievocato la storia e l’esempio di Matteotti, svolgendo anche riflessioni sui fattori che oggi indeboliscono la democrazia.

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