Privacy PolicyCookie Policy Giovedì 16 Giugno 2022 – 441ª Seduta pubblica – classicistranieri.org – L'informazione parlamentare

Giovedì 16 Giugno 2022 – 441ª Seduta pubblica

Giovedì 16 giugno 2022 alle ore 09:32

441ª Seduta pubblica

L’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl (2595) Deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. .

Il Capo I (articoli da 1 a 6) prevede una delega al Governo per la riforma ordinamentale della magistratura, da esercitare entro un anno dall’entrata in vigore della legge; la delega riguarda la riforma dei criteri di assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi, la revisione del numero degli incarichi semidirettivi, la revisione dei criteri di accesso alle funzioni di legittimità, il procedimento di approvazione delle tabelle organizzative degli uffici giudicanti e il riordino della disciplina del collocamento in posizione di fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili. Il Capo II (articoli da 7 a 14) novella alcune disposizioni dell’ordinamento giudiziario. Il Capo III (articoli da 15 a 20) interviene con disposizioni puntuali e immediatamente precettive sulla disciplina dello statusdei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, con particolare riferimento alla loro eleggibilità, all’assunzione di incarichi di governo e al loro ricollocamento al termine del mandato. Il Capo IV (articoli da 21 a 39) contiene disposizioni immediatamente precettive, con le quali si modifica la legge n. 195 del 1958 (“Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura”), incidendo sulla composizione ed organizzazione, sulle attribuzioni e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura, sul sistema elettorale per la nomina dei componenti togati, sul loro ricollocamento al termine del mandato. Il Capo V è composto del solo articolo 40, che reca la delega al Governo per il riassetto delle norme dell’ordinamento giudiziario militare. Il Capo VI contiene le disposizioni finali e finanziarie.

Nella seduta di ieri si è svolta la discussione generale e sono stati approvati gli articoli, senza emendamenti. Oggi il Ministro della giustizia Cartabia ha ricordato che, dopo il lavoro di approfondimento della commissione Luciani, il testo di riforma del precedente Governo è stato modificato dagli emendamenti del Consiglio dei Ministri; ne è seguito un confronto all’interno della maggioranza in cui ciascun Gruppo ha portato il proprio contributo.

Il sen. Pillon (L-SP) ha replicato che la Lega non è soddisfatta dalla riforma e aveva presentato in Commissione emendamenti considerati imprescindibili: in particolare, l’emendamento che attribuiva al Parlamento, anziché alla segreteria del Ministro (cioè ai magistrati fuori ruolo), la redazione delle tabelle elettorali del CSM.

Nelle dichiarazioni finali dei Gruppi di maggioranza, il sen. Renzi (IV-PSI) ha dichiarato l’astensione: la riforma non è dannosa ma è inutile, perché non tocca il potere delle correnti né la responsabilità dei magistrati; l’azione di Giovanni Falcone fu ostacolata da una parte della magistratura, non dalla politica, e gli errori giudiziari, che costano ogni anno circa 30 milioni di euro, sono pagati dai contribuenti. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha annunciato un sofferto voto favorevole: la riforma è necessaria per l’attuazione del PNRR e le deleghe contengono elementi positivi, ma è stata perduta un’occasione: si sarebbe dovuto introdurre un diverso sistema elettivo per il CSM e chiudere le porti girevoli, ma il lavoro parlamentare è stato ostacolato anche dalla campagna referendaria che ha avuto esiti fallimentari. Ha dichiarato un orgoglioso voto favorevole la sen. Rossomando (PD): il ddl, che mira a restituire credibilità della magistratura, pone fine alle nomine a pacchetto e agli automatismi e attribuisce agli avvocati un ruolo nella valutazione dell’operato dei giudici. Il sen. Caliendo (FIBP) ha spiegato che il Gruppo non ha votato emendamenti, che pure condivideva, perché ritiene prioritario procedere al rinnovo del CSM con nuove regole e realizzare una discontinuità nell’azione delle procure; ha però segnalato al Ministro la necessità di un lavoro di verifica. La sen. Bongiorno (L-SP), nell’annunciare voto favorevole, ha sottolineato che il testo, pur contenendo alcune novità rispetto alle porte girevoli, alla limitazione del passaggio di funzioni, alla valutazione di professionalità, è anacronistico rispetto allo scandalo Palamara e alle degenerazioni del correntismo che richiederebbero un intervento costituzionale. La sen. Maiorino (M5S) ha ricordato le difficoltà dell’iter del ddl, frutto di un compromesso tra visioni diverse; il Gruppo, che ha lavorato per impedire lo svuotamento della riforma Bonafede, è soddisfatto delle disposizioni sull’accesso alla carriera dei neolaureati e dello stop alle porte girevoli fra magistratura e politica; non condivide invece la previsione di un solo passaggio di funzioni ed è contrario a proposte di separazione delle carriere.

Nelle dichiarazioni di voto contrario dei Gruppi di opposizione, il sen. Lannutti (CAL), ha affermato che il ddl introduce un sistema di elezione misto che irrobustisce le correnti nel CSM; indebolisce i pubblici ministeri, sottoponendo i magistrati alla valutazione degli avvocati e attribuendo al Parlamento l’indicazione dei reati da perseguire con urgenza; il provvedimento è approvato con il ritornello “ce lo chiede l’Europa”, un’Europa che sta portando il Paese in una spaventosa recessione. Il sen. Balboni (FdI) ha argomentato che la riforma è regressiva e dannosa perché introduce un sistema di elezione del CSM che esalta il potere delle correnti; elude la questione delle cosiddette porte girevoli fra magistratura e politica; non affronta il tema dei magistrati fuori ruolo, non scalfisce i privilegi del doppio stipendio e dell’irresponsabilità civile dei magistrati. Il sen. Giarrusso (Misto) ha ammonito che, con l’approvazione del ddl, il partito delle procure avrà il pieno controllo della magistratura e del Paese.

Nello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, il Ministro della transizione ecologica Cingolani ha risposto all’interrogazione (3-03387), illustrata dal sen. Durnwalder, sulle sanzioni e i controlli in materia di incentivi alla produzione energetica: il decreto attuativo sarà adottato prima della pausa estiva; è stata necessaria un’istruttoria per superare profili di criticità che hanno dato luogo a molti ricorsi. Ha poi risposto all’interrogazione (3-03091), illustrata dalla sen. Corrado (CAL), sulla bonifica dei “siti orfani”: i siti sono individuati di concerto con gli enti territoriali, competenti per il censimento; la prossima settimana potrebbe arrivare l’intesa. In replica, l’interrogante si è dichiarata insoddisfatta rispetto alle misure di contrasto alle infiltrazioni mafiose e di verifica preventiva: l’attuale meccanismo non funziona, nella prefettura di Napoli, ad esempio, ci sono richieste di inserimento nella white list risalenti al 2016. Il Ministro della transizione ecologica ha risposto all’interrogazione (3-03391), illustrata dal sen. Nastri (FdI), sull’incremento della produzione nazionale di gas naturale: l’estrazione dalle fonti rinnovabili è stata notevolmente accelerata; l’indipendenza energetica è una priorità e il PiTESAI va quindi rivisto, coniugando l’obiettivo di riduzione del gas totale con l’aumento della produzione nazionale. L’interrogante, in replica, ha evidenziato che M5S e PD in Europa hanno votato per escludere il gas dalle fonti energetiche finanziabili. Il Ministro ha risposto all’interrogazione (3-03392), illustrata dal sen. Ferrari (PD), sulla grave siccità nel bacino del Po: è stato potenziato il monitoraggio sull’intero territorio nazionale, il Governo sta istituendo un tavolo con tutte le autorità di bacino da cui scaturiranno misure per l’emergenza. Il PNRR prevede inoltre progetti per la riduzione delle perdite idriche e per la collazione delle acque piovane. Il Ministro ha poi risposto alle interrogazioni 3-03395, illustrata dalla sen. Gallone (FIBP-UDC), sulle ricadute del processo di transizione ecologica nei trasporti, e 3-03394, illustrata dal sen. Pazzaglini (L-SP), sulla strategia per la decarbonizzazione nel settore automobilistico: tenendo fermi gli obiettivi europei di decarbonizzazione, in Europa si sta discutendo del modo per raggiungerli; gli interessi sono divergenti e bisognerà trovare un compromesso. L’Italia ha chiesto una deroga per i piccoli volumi e obiettivi di riduzione differenziati, e questi due emendamenti sono stati accolti dal Parlamento europeo. Il Ministro condivide la necessità di una strategia flessibile e realistica per minimizzare i costi sociali ed economici della transizione e farà il possibile per salvaguardare il principio della neutralità tecnologica. In replica, il sen. Pazzaglini (L-SP) ha espresso insoddisfazione per la mancata risposta sulla salvaguardia della filiera nazionale dell’automotive. Il Ministro Cingolani ha risposto infine all’interrogazione (3-03388), illustrata dal sen. Quarto (M5S), sul progetto di cartografia geologica e geotematica: sono state stipulate convenzioni con le Regioni e avviati 60 fogli geologici; il Ministro è impegnato ad assicurare continuità a questa azione e ad assicurare fondi anche nella prossima legge di bilancio.

Il Ministro dell’università e della ricerca Messa ha risposto all’interrogazione (3-03390), illustrata dalla sen. Sbrollini (IV-PSI), sulle retribuzioni agli iscritti alle scuole di specializzazione medica negli anni 1883-1991. La sentenza della Corte di giustizia sul diritto ad un’adeguata remunerazione ha avuto un impatto difficile da valutare in termini di risorse e di individuazione della platea dei beneficiari; il Ministero farà quanto di sua competenza. Il Ministro dell’università e della ricerca ha poi risposto all’interrogazione (3-03386) della sen. De Petris (Misto-LeU) sull’introduzione di misure per contrastare le irregolarità nei concorsi universitari: senza entrare nel merito delle indagini giudiziarie in corso, il Ministro concorda sull’opportunità di rivedere il sistema di reclutamento di ricercatori e professori di prima e seconda fascia, prevedendo prove locali aperte e competitive e meccanismi di valutazione più stringenti.

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