Privacy PolicyCookie Policy Giovedì 14 Luglio 2022 – 453ª Seduta pubblica – classicistranieri.org – L'informazione parlamentare

Giovedì 14 Luglio 2022 – 453ª Seduta pubblica

Giovedì 14 luglio 2022 alle ore 09:32

453ª Seduta pubblica

Con 172 voti favorevoli e 39 contrari, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il ddl n. 2668 (cd. decreto aiuti) di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina.

La sen. Rivolta (L-SP) ha comunicato che la Commissione bilancio non ha potuto concludere i lavori, il testo è stato quindi discusso senza relazione.

Alla discussione generale, che ha riguardato, oltre ai contenuti del decreto-legge, la possibilità di una crisi di Governo, hanno preso parte i sen. Presutto, Mautone (Ipf-CD), Margherita Corrado, Luisa Angrisani, Rosa Abate (CAL), Calandrini, La Russa, De Bertoldi (FdI), Dal Mas, Fiammetta Modena, Saccone, Ferro (FIBP), Arrigoni, Elena Testor, Pazzaglini, Pepe, Erika Rivolta (L-SP), De Vecchis (Misto), Emma Bonino (Misto+Eu), Comincini, Misiani (PD), Quagliarello (Misto), Conzatti (IV-PSI) e Marco Pellegrini (M5S).

Il Gruppo Ipf-CD ha sottolineato che lo scontro geopolitico fra blocco occidentale e blocco asiatico proseguirà anche ove terminasse il conflitto in Ucraina: a fronte della crisi energetica e di seri rischi di stagflazione, l’Italia deve avere un Governo credibile saldamente ancorato alla UE e alla NATO. Il Gruppo FIBP ha sottolineato che le ragioni del Governo di solidarietà nazionale, nato per affrontare la pandemia, si sono rafforzate a seguito del rincaro energia e del conflitto in Ucraina. Il Gruppo ha accusato M5S di scaricare sul Paese la sua crisi di identità; ha rivolto un appello alla responsabilità e alla lealtà, denunciando i rischi di sistema legati a una crisi che approfondisce i divari sociali; rispetto all’eventualità di una crisi di Governo, si è rimesso infine alle valutazioni del Presidente della Repubblica. Il Gruppo L-SP,che ha accusato M5S di rifuggire le responsabilità, ha evidenziato che il decreto-legge contiene misure necessarie anche se non sufficienti per enti locali, famiglie e imprese; la Lega, che si batte per la pace fiscale, chiede però correzioni: l’eliminazione del cosiddetto de minimis (il massimale agli aiuti di Stato), l’annullamento di un’interpretazione dell’Agenzia delle entrate che pretende la restituzione di una parte dell’IVA agevolata. Il Gruppo sollecita inoltre una correzione del reddito di cittadinanza, una politica che affronti la questione salariale e si adoperi per la fine del conflitto in Ucraina, una guerra che sta danneggiando in modo particolare l’Italia. Il sen. Quagliarello (Misto), rivolgendo un appello alla razionalità e alla responsabilità, ha ricordato che il Governo Draghi ha gestito la pandemia ed è quello che in Europa ha tenuto la barra dritta della fermezza contro la Russia; la crisi politica in atto appare surreale, in uno scenario ad alto rischio è opportuno evitare elezioni e formare, se necessario, un Governo istituzionale. IV-PSI ha sottolineato che il Governo ha messo in campo misure contro il caro energia senza ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio; ha invitato M5S a votare il decreto senza riserve o a ritirare i propri Ministri; ha infine invitato il Presidente del Consiglio a portare a compimento il PNRR e la prossima legge di bilancio. Il PD ha ricordato i contenuti del decreto-legge e ha assicurato pieno sostegno al Governo Draghi, che ha completato la campagna vaccinale, ha elaborato il PNRR, ha ridotto la dipendenza dal gas russo e ha avviato il dialogo con le parti sociali: non votare il decreto è un errore politico che rischia di interrompere questo percorso, M5S deve dire chiaramente se sono venute meno le condizioni del Governo di solidarietà nazionale.

Il Gruppo Fratelli d’Italia ha rilevato che il decreto contiene diverse mancette elettorali (aiuti ai navigator, risorse per i collaboratori del Ministro Franceschini, 40 milioni per l’acquisto di beni e servizi all’INPS, un milione di euro per interventi stradali a Como); molte misure sono contraddittorie: il credit tax sarà infatti vanificato dal massimale agli aiuti di Stato; l’attuale Esecutivo ha aumentato il debito delle pubbliche amministrazioni verso le imprese e si è rifiutato di introdurre la moneta fiscale. La crisi di un Governo politicamente eterogeneo è inevitabile, la soluzione migliore per affrontare le emergenze consiste nel dare vita a un Governo scelto dagli elettori e sorretto da una maggioranza coesa. Il Gruppo CAL ha rivendicato con orgoglio la scelta di essersi opposto alla formazione del Governo Draghi, un Governo che alimenta il conflitto in Ucraina, non contrasta i fenomeni speculativi, non tutela gli interessi dei cittadini italiani.

Il sen. Pellegrini (M5S) ha argomentato che l’economia italiana rimane a galla grazie ai provvedimenti e agli scostamenti varati dal Governo Conte; la situazione è peggiorata rispetto a due mesi fa, è indispensabile che il Governo abbandoni una logica ragionieristica e approvi, con uno scostamento di bilancio, un nuovo decreto di 30 miliardi che aiuti tutti i settori in crisi, preveda un taglio del cuneo fiscale, riduca l’Iva sui generi di prima necessità, estenda le imposte sugli extraprofitti, intervenga seriamente contro la speculazione, vari un piano di rottamazione delle cartelle e di rateizzazione delle tasse senza sanzioni e interessi. Il reddito cittadinanza ha rappresentato una svolta nelle politiche di contrasto della povertà; il Gruppo si aspettava un vero sblocco della cessione dei crediti relativi al superbonus per evitare il fallimento di centinaia di imprese; la norma sugli inceneritori è estranea alla materia del decreto, e rappresenta una provocazione irresponsabile.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento D’Incà ha posto la questione di fiducia sull’approvazione del testo licenziato dalla Camera.

Hanno dichiarato la fiducia, i sen. Di Nicola (Ipf-CD), Renzi (IV-PSI), Simona Malpezzi (PD), Anna Maria Bernini (FIBP), Tosato (L-SP); secondo il sen. Steger (Aut) il Governo non deve cambiare direzione ma proseguire il percorso intrapreso; una crisi politica sarebbe incomprensibile per i mercati e per le cancellerie europee. Il sen. Errani (Misto-LeU), rilevando la distanza tra la situazione reale e il dibattito politico, ha espresso comprensione per il disagio di M5S, ma ha giudicato un errore politico la mancata partecipazione al voto di fiducia sul decreto; ha riconosciuto che le difficoltà politiche dipendono da una responsabilità comune, occorre quindi verificare l’esistenza di una volontà condivisa di affrontare la crisi sociale inedita che si profila in autunno.

La sen. Castellone (M5S) ha annunciato la non partecipazione al voto su un decreto insufficiente, nell’ambito del quale non è stata accolta nessuna richiesta del Gruppo, ma è stata inserita una norma sull’inceneritore di Roma che non risolverà il problema dei rifiuti; negli ultimi mesi l’obiettivo è stato quello di smantellare le misure varate dal Governo Conte (superbonus, cashback, decreto-dignità, reddito di cittadinanza). Il Gruppo chiede che la questione sociale sia affrontata con risorse adeguate e che il salario minimo fissi una soglia.

Hanno negato la fiducia il sen. Crucioli (CAL), il sen. Ciriani (FdI), Paragone (Misto-Italexit) e Paola Nugnes (Misto).

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